Carrello elevatore o muletto

Carrello elevatore o muletto?

Che si chiami in un modo o nell’altro, si indica la stessa cosa: un mezzo di supporto per la movimentazione delle merci in magazzino o, più in generale, all'interno di grandi strutture industriali o commerciali.

Ma siamo davvero sicuri che sia indifferente usare un termine piuttosto che l’altro? Il muletto, per essere precisi, è solo una delle varie tipologie di carrelli elevatori, ma nel gergo comune le due varianti sono spesso usate come sinonimi, anche se non in tutta Italia allo stesso modo.

Il termine carrello elevatore è di gran lunga più utilizzato rispetto alla parola muletto: secondo i dati raccolti da Google, in un anno si parla, in media, di circa +40% dell’utilizzo del primo termine rispetto al secondo, ma il risultato cambia di regione in regione. La Valle d’Aosta, ad esempio, è l’unica regione in cui sembra essere usato esclusivamente il termine carrello elevatore mentre nelle altre regioni quest’ultimo prevale con una quota di circa il 60%, affiancato dal termine muletto con un volume di ricerche che varia dal 30 al 40%. In generale, si può affermare che nelle regioni del nord Italia è più utilizzato il termine carrello elevatore, mentre al sud c’è più competizione tra i due vocaboli. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Liguria le ricerche del binomio raggiungono il 70%, mentre in regioni come Emilia-Romagna, Umbria e Calabria l’interesse per carrello elevatore scende sotto il 60%, facendo crescere l’uso del termine muletto.

Analizzando le ricerche a livello regionale, possiamo estrapolare dati relativi all’interesse mostrato verso un’espressione piuttosto che l’altra. In questo caso, con la parola “interesse” si intende la maggiore frequenza di ricerca in proporzione al totale delle query in tale località. La regione in cui si registra la maggior frequenza di ricerca per il termine carrello elevatore è il Friuli-Venezia Giulia, seguito da Veneto, Basilicata, Lombardia ed Emilia-Romagna. Lazio, Campania e Sicilia sono invece le regioni che mostrano meno interesse per questo termine. Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia le troviamo anche tra le aree geografiche in cui è alto anche l’interesse per il termine muletto, mentre in Liguria, Campania e Lazio le ricerche del termine sono in numero inferiore. Da tenere in considerazione, per l’interpretazione corretta di questi dati, è la dimensione dell’area geografica di riferimento: in una zona di piccole dimensioni in cui la query in questione rappresenta l'80% del totale avrà un punteggio due volte superiore a quello di un paese di grandi dimensioni in cui la stessa query rappresenta solo il 40% del totale.

A seconda quindi della regione di riferimento, parlare di carrello elevatore piuttosto che di muletto può significare molto in termine di comunicazione, seppur consapevolmente siamo tutti d’accordo che stiamo parlando della stessa cosa…o forse no?! 😊

Scaffali

Scaffalature e sistemi di stoccaggio

Lo stoccaggio della merce è una fase fondamentale all’interno di un’azienda. 

Efficienza, funzionalità, ottimizzazione dello spazio: questi gli obiettivi di un sistema logistico di scaffalature da installare all’interno di un magazzino. Ci sono 3 fattori principali che influenzano la scelta di un sistema a favore di un altro: le unità di carico, la frequenza con cui le merci vengono spostate e lo spazio a disposizione per lo stoccaggio. È importante valutare la tipologia di unità utilizzata per lo stoccaggio: a seconda che l’azienda utilizzi scatole, pallet o profili lunghi, avrà necessità di una scaffalatura diversa che consenta di lavorare in sicurezza e in maniera agevole.

La frequenza con cui le merci vengono movimentate influenza la scelta di una scaffalatura con particolari caratteristiche. A seconda della ripetitività con cui devono essere movimentate le merci si possono scegliere scaffali che si distinguono in sistemi di stoccaggio FIFO e sistemi LIFO. FIFO è l’acronimo di “First in – First Out”, dove quindi le prime merci ad essere inserite negli scaffali sono anche le prime ad essere prelevate. Questo tipo di stoccaggio è ideale, ad esempio, per tutte le aziende che lavorano con prodotti a scadenza o deperibili, che non devono quindi essere lasciate in coda. LIFO, invece, è l’acronimo di “Last in – First out”, dove le ultime merci inserite nello scaffale sono le prime ad essere prelevate.

Infine, ma non perché meno importante, è necessaria una valutazione attenta dello spazio del magazzino, considerando non solo le misure dello stabilimento, ma anche tutti i limiti che possono influire sulla scelta della soluzione finale.

Ma quali sono i principali tipi di scaffalature da magazzino?

Scaffali portapallet

Le scaffalature porta pallet, tipologia principale utilizzata in quasi tutti i magazzini, permettono la movimentazione della merce stipata in bancali con un perfetto controllo dello stock, adattandosi a qualunque layout, volume e peso della merce e può combinarsi senza problemi con scaffalature di picking.

Scaffali a ripiani tradizionali

Gli scaffali a ripiani sfruttano i corridoi del magazzino, consentendo l’accesso diretto alle merci. Questo è il modello per lo stoccaggio più tradizionale e, solitamente, chi necessita questo tipo di scaffalatura tratta unità di carico che possono essere diverse per dimensioni, forma e peso.

Scaffali cantilever

Gli scaffali cantilever sono usati per lo stoccaggio di articoli pesanti e lunghi o grandi quantità di prodotti ingombranti. Questi scaffali sono costituiti da strutture a sbalzo, prive del montante anteriore.

Scaffali per l'accumulo delle merci

Se l’azienda necessita di soluzioni di stoccaggio compatto per prodotti identici in grande quantità, gli scaffali drive-in e drive-through sono la soluzione ideale. Vengono creati dei corridoi all’interno delle scaffalature per consentire l’accesso ai carrelli elevatori che possono prelevare o depositare le merci secondo la logica LIFO.

Scaffali industriali a stoccaggio dinamico

Gli scaffali industriali a stoccaggio dinamico, chiamati anche Push Back o Flow Through, sono la soluzione ideale per un elevato volume di movimentazione di materiali e merci. Questa tipologia di scaffalatura prevede lo spostamento automatico delle unità verso la parte anteriore, seguendo il principio FIFO.

La scelta quindi della scaffalatura più adatta al magazzino è frutto di un’analisi attenta e precisa che è necessario eseguire con esperti del settore, per ricevere il giusto supporto e la progettazione migliore per rispondere alle esigenze di ogni singolo cliente.

Il noleggio

Il noleggio: opportunità, vantaggi e soluzioni

Come accade in molti settori e per molti prodotti, anche nel mondo dei carrelli elevatori il noleggio è una tipologia contrattuale molto diffusa, per tutti i vantaggi che porta con sé. Il noleggio, rispetto ad un contratto di acquisto, ha il privilegio di poter avere una durata variabile, più o meno lunga, e di poter essere flessibile, anche per soddisfare esigenze temporanee.

Il noleggio di carrelli elevatori e piattaforme può avvenire per poche ore, per qualche giorno o per settimane e mesi, diventando quindi un noleggio a lungo termine. Il noleggio è la forma più adatta per avere un mezzo nuovo o usato (ma garantito), funzionante ed efficiente e poterlo cambiare costantemente, anche per rispondere ad esigenze differenti che possono variare nel tempo. La formula contrattuale di noleggio non sminuisce o sostituisce la vendita, ma risponde ad esigenze diverse e può, eventualmente, portare ad un cambio di strategia da parte dei proprietari delle aziende: avere macchine di proprietà non è l’unica strada percorribile, anche per il lungo periodo. Con il noleggio si ha la possibilità di avere un parco macchine sempre al passo con i tempi e, tra i tanti vantaggi, c’è sicuramente quello di avere dei servizi inclusi come la manutenzione ordinaria e la sostituzione del mezzo in caso di guasto. Da considerare anche che con i contratti di noleggio non si ha il grande esborso iniziale che ci sarebbe con l’acquisto di un carello nuovo e quindi molte aziende apprezzano la possibilità di avere un pagamento dilazionato nel tempo.

Il noleggio è senza dubbio la soluzione ottimale per tutti i clienti e le aziende che:

  • presentano picchi di attività e devono quindi avere il numero di mezzi necessari in determinati periodi
  • lavorano in settori e situazioni che presentano periodi di inattività
  • hanno bisogno di una sostituzione, nell’attesa che un altro carrello venga riparato

Durante le fasi di valutazione di un noleggio di un carrello elevatore o di una piattaforma sono da tenere in considerazione diversi aspetti: peso massimo di carico, tipologia di merci da movimentare, altezza di sollevamento, ambiente di lavoro in cui viene inserito il carrello sono solo alcuni dei tanti punti. In aggiunta sicuramente sono da valutare le caratteristiche tecniche del mezzo: oltre alla capacità di sollevamento è importante considerare lo stato della batteria, l'efficienza energetica, soprattutto se il mezzo deve lavorare in ambienti particolari e, ultimo ma non meno importante, le funzioni di sicurezza. Tutti questi elementi vengono valutati dalle aziende come la nostra che noleggiano e vendono carrelli elevatori, riuscendo quindi a consigliare il cliente alla scelta del mezzo più opportuno. I professionisti settoriali sanno attribuire il giusto valore a ciascun mezzo, garantendo al cliente finale un prodotto ottimale.

Contattaci per avere tutte le informazioni sul noleggio di uno dei nostri mezzi e sulle diverse formule per ampliare il tuo parco macchine, avendo l’opportunità di una soluzione flessibile e conveniente.

Trattori da traino

L’azienda rientra negli aeroporti con i trattori da traino

Dopo anni in cui l’azienda si è impegnata a dare supporto ai clienti per la movimentazione delle merci nel settore della logistica industriale, a maggio 2023 la Log.in fa nuovamente il suo ingresso negli aeroporti con i trattori da traino per il trasporto di bagagli e merci.

Gli aeroporti sono realtà dove tutto è sempre in movimento e i ritmi sono abbastanza frenetici. E tutti i veicoli che transitano sull’area aeroportuale, che siano destinati al trasporto di passeggeri o di bagagli, devono avere un alto standard di sicurezza, performance elevate, grande manovrabilità in spazi stretti. I trattori da traino Charlatte sono la combinazione perfetta di qualità e sicurezza, motivo per cui sono stati scelti dall’azienda come veicoli ideali per rientrare nel settore aeroportuale. Sono mezzi compatti ottimali per lo svolgimento di tutte le operazioni durante l’intero turno di lavoro senza perdere potenza ed efficienza, con capacità di traino notevoli.

Per aumentare ulteriormente il livello di sicurezza, su ciascun trattore da traino marchiato Log.in è stato installato il sistema di datalogger, che consente all'operatore di effettuare un'analisi approfondita sullo stato del mezzo, impedire l'avviamento del mezzo in caso di anomalie o richiedere la manutenzione straordinaria in maniera immediata.

Preparare questi mezzi per rientrare negli aeroporti dopo tanto tempo è sicuramente stato per lo staff dell’officina un’opportunità e un incoraggiamento a migliorare ancora di più il lavoro tecnico; poter portare il nome dell’azienda in una realtà così grande come quella aeroportuale è sicuramente un privilegio e l’attenzione e la cura con cui sono stati preparati questi trattori sono la conferma di come per la Log.in sia importante la persona, sia essa cliente, conducente o viaggiatore.

Gomme per muletti

Gomme per carrelli elevatori: tipologie e caratteristiche

Per il buon funzionamento del carrello elevatore è molto importante scegliere la tipologia di gomma che meglio si adatta alle condizioni di lavoro in cui deve lavorare il carrello. A condizionare la scelta delle gomme per ciascun muletto sono sicuramente la pavimentazione dell’ambiente lavorativo e la stabilità che deve avere il carrello, a seconda dell’altezza che deve raggiungere.

Le gomme più utilizzate sono le superelastiche o piene, esenti da foratura grazie alla mescola utilizzata per la loro costruzione, non sottoposte ai controlli della pressione, ideali per ammortizzare i colpi su pavimenti irregolari. Rispetto alle ruote pneumatiche offrono meno trazione, ma garantiscono manovre agevoli anche in spazi limitati, come possono essere i magazzini moderni.

Una tipologia particolare di gomma superelastica è quella antitraccia, prodotta con una mescola priva di sostanze scure, ideale per gli ambienti in cui è necessario mantenere un livello di pulizia elevato. In tutti gli ambienti con un pavimento chiaro, come possono essere un’azienda farmaceutica o alimentare, le gomme antitraccia sono ideali per non lasciare segni e tracce sul suolo. Per mantenere inalterata questa caratteristica è ovviamente importante che i carrelli vengano utilizzati solo in ambienti puliti e che non vengano a contatto con sostanze o pavimenti sporchi.

Le pneumatiche sono le gomme classiche che possono avere o meno la camera d’aria e sono montate in carrelli elevatori che devono essere utilizzati sui terreni più sconnessi, in ambienti esterni, garantendo comunque una grande elasticità. In base all’ambiente e al terreno su cui deve operare il muletto, è possibile scegliere tra varie tipologie di gomme pneumatiche, tra cui nominiamo le classiche, le antitraccia, le antistatiche (scaricano a terra la tensione elettrica), quelle antiolio e quelle ad alta portanza.

Poco diffuse in Italia, ma non per questo meno importanti, sono le gomme Cushion. Queste gomme sono adatte a sopportare pesi importanti e per questo richiedono pavimentazioni industriali molto resistenti. Sono gomme utilizzate quindi su carrelli elevatori di grandi portate.

Sui muletti di piccole portate, sui transpallet e sui piccoli carrelli elevatori da interno sono invece montati i rulli che possono essere composti da materiali differenti, tra cui sicuramente il più diffuso è il vulkollan. Tutti i materiali utilizzati per i rulli sono adatti per lavori e pesi differenti e garantiscono comunque efficienza e stabilità.

Controllare l’usura delle gomme e averne cura è fondamentale per tutelare la sicurezza del lavoratore, la sicurezza delle merci e di conseguenza dell’intero magazzino. Una gomma usurata riduce la capacità di carico di un carrello elevatore e riduce l’aderenza e la tenuta di strada, diventando quindi un pericolo per il magazzino in cui opera. Ma quando è allora necessario cambiare le gomme del carrello elevatore? Ci sono dei segnali evidenti che lo dicono: deformazioni, crepe e tagli sono i principali ma è importante monitorare anche se le vibrazioni del carrello elevatore aumentano con l’aumentare delle ore lavorative, se le ruote si surriscaldano facilmente durante l’utilizzo e se diventa difficoltosa la manovrabilità del carrello stesso. 

La nostra storia

La nostra storia: oltre 25 anni di esperienza

La Log.in è ormai da oltre 25 anni nel campo della logistica industriale e si è specializzata in attrezzature per la movimentazione, in sicurezza, qualità e ambiente, vantando un servizio tailor made, competitivo, veloce, affidabile e sempre disponibile.

Negli anni l’azienda è cresciuta, in termini di personale, di spazi, di know-how e di importanza. Oggi l’azienda è diventata un punto di riferimento per il noleggio e la vendita di carrelli elevatori, piattaforme aeree, trattorini, spazzatrici, lavasciuga e ricambi in tutta Italia, con particolare attenzione alla zona di Torino e del Piemonte. Fanno parte del team oltre 20 persone che lavorano in sede e prestano assistenza presso le aziende clienti e partner, gestendo le attività in modo preciso e puntuale. Ma partiamo dall’inizio.

Nel 1994 Pier Luigi di Lecce, CEO dell’attuale Log.in srl Unipersonale, fa il suo ingresso nel settore della logistica industriale. Si inserisce in un mercato che, all’epoca, ne dava l’opportunità, trasformandosi nel 2004 da ditta individuale ad azienda più strutturata. Nel 2006 l’azienda cresce e diventa partner Jungheinrich, uno tra i principali fornitori di soluzioni di intralogistica al mondo. Supera la crisi del 2008 grazie ad un’intuizione: quella di volersi espandere al di là del territorio torinese e, con ambizione, determinazione ed un po’ di incoscienza, allarga il suo raggio d’azione su tutto il territorio nazionale. Un grande traguardo che consente all’azienda di crescere e nel 2010 di trasformarsi in LOG.IN SRL.  

Nel 2012, dopo l’accordo Stato-Regioni, viene erogato il primo corso di formazione, firmato Log.in, in termini di sicurezza sul lavoro. Un grande traguardo che ha permesso all’azienda di ampliare la propria offerta in termini di servizi, diventando formatore e consulente ufficiale di molte aziende del territorio.

A partire dal 2017 inizia il processo di digitalizzazione con l’installazione di un sistema integrato che permette di generare e gestire dati (chiamate, ricambi, magazzini) in real time. Datalogger ed anticollision, sistemi legati sia alla sicurezza che all’efficientamento del parco mezzi e che iniziano il loro utilizzo partendo dalla check del primo turno di lavoro e proseguono con la tracciabilità, godendo anche delle agevolazioni fiscali della 4.0, sono in grado di connettere i mezzi ad un sistema di controllo di dati generati dall’uso dei mezzi stessi. Controllo, programmazione ed efficienza sia negli interventi legati al service che nella pianificazione dei budget di acquisto, senza sottovalutare l’evasione delle richieste di noleggio che diventano sempre più rapide e pressanti, proprio come richiede il moderno mercato della logistica.

Per differenziarsi LOG.IN coglie ogni opportunità di crescita e per questo stabilisce criteri interni ed esterni di sicurezza con standard molto elevati. Fiore all’occhiello sono le certificazioni 9001 nel 2014, ma ancora di più nel 2020 la 45001. Nel 2019 viene acquistato un nuovo capannone con uno spazio dedicato alla formazione di 500 mq dove svolgere le prove pratiche e con una sala corsi che può ospitare fino a 20 persone. Accanto, un ambiente interamente dedicato allo showroom dei mezzi in vendita.

Nel 2023, per offrire un servizio ancora più completo a clienti e rivenditori, l’azienda stipula una partnership con il prestigioso e storico marchio Lugli, diventando rivenditore esclusivo per le zone di Torino, Cuneo, Valle d’Aosta. E in programma ci sono ancora novità e traguardi, tra cui un progetto di formazione professionalizzante per tecnici manutentori.

Il compito della nostra azienda è trovare le soluzioni migliori per ciascuna realtà aziendale che ci chiede supporto, senza mai trascurare che dietro ogni azienda ci sono persone e ognuna di esse merita il meglio.

Piattaforme aeree

Le piattaforme: tipologie e caratteristiche

Esistono diverse tipologie di piattaforme aeree che possono essere utilizzate per molte operazioni, come ad esempio per i lavori di ristrutturazione e manutenzione, per la manutenzione e l’installazione di impianti nuovi, per l’installazione di serramenti in capannoni industriali, per la manutenzione dei tetti, e molto altro. In base all’altezza di lavoro da raggiungere, all’ambiente in cui deve operare e allo spazio a disposizione, è possibile scegliere tra piattaforme con caratteristiche diverse che meglio si prestano al lavoro o al settore d’impiego.

La prima tipologia di piattaforma di cui parliamo è quella verticale. La piattaforma verticale, chiamata anche elevatore a pantografo o scissor, è composta da un carro mobile dotato di quattro ruote su cui è installato una cesta che sovrasta il pantografo, che si estende verso l’alto grazie a segmenti metallici incrociati. Questa piattaforma, per le sue caratteristiche, si eleva solamente in verticale, non avendo possibilità di sbraccio e garantisce stabilità e sicurezza fino a 20-30 metri massimo. Solitamente è una piattaforma utilizzata per lavori interni ai capannoni.  

La seconda tipologia è la piattaforma cingolata, chiamata anche piattaforma “ragno”, costituita da un carro cingolato su cui è installato un braccio articolato. Sfruttando la trazione cingolata è una piattaforma ideale per lavorare su superfici irregolari, ottenendo grande stabilità con i quattro stabilizzatori azionabili prima dell’utilizzo, per raggiungere altezze di circa 30 metri.

La piattaforma articolata ha invece un carro mobile gommato, con quattro ruote sterzanti, e un braccio articolato. Le piattaforme di questa tipologia sono compatte e in grado di aggirare ostacoli a terra e in altezza, sfruttando gli snodi del braccio. I modelli possono essere più o meno grandi e possono arrivare a superare i 30 metri di quota. La piattaforma articolata è molto sfruttata nel settore dell’edilizia e dell’industria.

Le piattaforme aeree telescopiche sono dotate di un braccio che si estende tramite un meccanismo telescopico e sono destinate al sollevamento di persone soprattutto nei campi dell’edilizia, delle costruzioni ma anche di tinteggiatura e di impianti industriali. Queste piattaforme si estendono in verticale senza snodi e sono quindi di più facile manovrabilità per l’operatore rispetto alle piattaforme articolate. Sono piattaforme che riescono a raggiungere anche altezze di lavoro importanti, rimanendo sicure e stabili.

La piattaforma più noleggiata è però sicuramente quella autocarrata, montata su un carro che può circolare regolarmente su strada, con l’utilizzo della patente B; solamente per le configurazioni più grandi e complesse che superano i 70 metri di sollevamento è necessaria la patente di tipo C. Questa tipologia ha sicuramente il vantaggio di poter raggiungere il luogo di lavoro senza l’uso di altri mezzi di trasporto e può raggiungere in altezza una quota di 30-40 metri.

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